Chapter 1

Elisa 70-2cs

Elisa, Roma 1970

Introduzione

Mi considero fortunata di essere nata a Modena, nel primo dopoguerra, e cresciuta in una bella città di dimensione umana negli anni 50 e 60.  Questo fatto, combinato con una famiglia affettuosa e gli studi classici, mi ha dato una solida base di fiducia in me stessa per avventurarmi nel mondo, dopo l’università, e costruirmi una carriera, prima a Roma poi in America, a Hollywood, come fotografa e giornalista di cinema.
Questa la mia vita in tre capitoli, scritta appositamente per Giannella Channel e corredata da alcuni consigli per i giovani che volessero avvicinarsi a questa professione.

I consider myself lucky to have been born in Modena, right after World War II, and raised in a beautiful city with a human dimension in the 1950s and 60s.  This fact, combined with a loving family and my classical studies, has given me a solid basis of self-confidence to venture out into the world, after college, and build a career, first in Rome, then in America, in Hollywood, as a photographer and film journalist.
The story of my life in three chapters was written especially for Giannella Channel, including some tips for young people who would like to attempt these professions.

Continue reading. Chapter One.

Elisa, Modena 1963

Elisa, Modena 1963

Primo Capitolo

Dopo il liceo classico avevo scelto la facoltà di Lettere Moderne all’università di Bologna (Modena ha un’ottima università, con Medicina, Diritto, Ingegneria, ma non a quei tempi Lettere), non per diventare professoressa di Italiano e Storia, uno dei pochi mestieri accettabili per le ragazze della mia generazione, perché lavorando solo al mattino consentiva di occuparsi di marito e figli, ma perché volevo continuare a studiare la letteratura che mi aveva appassionato al liceo.  Dante Alighieri e La Divina Commedia che avevamo esaminato ogni giorno per 3 anni, Inferno, Purgatorio e Paradiso, “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”, la sua rabbia per essere stato esiliato ingiustamente dall’amata Firenze. Alessandro Manzoni e I Promessi Sposi, il suo ritratto del prete bigotto Don Abbondio. Giacomo Leopardi, il desiderio di lasciare i confini della casa paterna di Recanati per spaziare verso L’infinito, “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”. Giovanni Pascoli e le sue poesie malinconiche, Fides, “Mentre il cipresso nella notte nera scagliasi al vento, piange alla bufera”.

Chapter One

After the classical high school I had chosen to study Liberal Arts at the university of Bologna (Modena has an excellent university, with Medicine, Law, Engineering, but not at the time Liberal Arts), not to became a high-school teacher of Italian Literature and History, one of the few acceptable professions for women of my generation, because it involved working only mornings allowing time to take care of husband and children, but because I wanted to continue studying the literature that I had been passionate about in high school. Dante Alighieri and his Divine Comedy, that we had examined every day for 3 years, Inferno, Purgatory and Paradise, “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate”, his anger at having been unfairly exiled from his beloved Florence. Alessandro Manzoni and The Betrothed, his portrayal of the bigoted priest Don Abbondio. Giacomo Leopardi, his desire to leave the confines of his paternal home in Recanati to space into L’infinito, “Sempre caro mi fu quest’ermo colle”. Giovanni Pascoli and his melancholic poems like Fides, “Mentre il cipresso nella notte nera scagliasi al vento, piange alla bufera”.

Elisa, Graduation 1970

Avevo 19 anni e frequentavo il terzo anno, quando dovevo decidere il soggetto della mia tesi di laurea.  Allora mi chiesi quale campo sarebbe stato interessante per la mia carriera; la risposta era facile, il cinema, non come attrice, ma in qualche funzione dietro la macchina da presa, perché avevo amato il cinema fin da bambina, quando andavo a vedere le commedie anni 50 di Jerry Lewis e Dean Martin (Artisti e Modelle 1955).
Gli anni 60 in Europa erano un momento importante nella storia del cinema, con autori come Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini e Federico Fellini in Italia, Francois Truffaut, Alain Resnais e il mio preferito, Jean-Luc Godard, in Francia, Tony Richardson, Karel Reisz e Lindsay Anderson in Inghilterra. Nel 1968 non esisteva ancora il DAMS (Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo) a Bologna, fu fondato nell’autunno del 1970; ma per fortuna riuscii a trovare un professore illuminato, Luciano Anceschi, che insegnava Estetica e mi consentì di studiare la teoria del cinema.  Fu lui a suggerire che esaminassi la poetica di Alain Robbe-Grillet, romanziere, sceneggiatore e regista francese.

I was 19-years-old in my third year of college, when I had to choose the subject for my graduation thesis.  So I wondered what field would be interesting for my future career; the answer was easy, the cinema, not as an actress, but in some position behind the camera, because I had loved movies since I was a child, when I would go see the 1950s comedies by Jerry Lewis and Dean Martin (Artists and Models 1995). The 6os in Europe were an important time in the history of cinema, with authors like Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini and Federico Fellini in Italy, Francois Truffaut, Alain Resnais, and my favorite, Jean-Luc Godard, in France, Tony Richardson, Karel Reisz and Lindsay Anderson in England.  In 1968 there was no Film Studies department yet at the university of Bologna, the DAMS (Disciplines of the Arts, Music and Entertainment) was founded in the fall of 1970; luckily I was able to find an enlightened professor, Luciano Anceschi, who taught Esthetics and allowed me to study the history and theory of Cinema independently. He suggested I examine the work of Alain Robbe-Grillet, the French novelist, screenwriter and director.

Elisa, Istanbul 1971

Elisa, Istanbul 1971

A quel punto avevo già deciso di trasferirmi poi a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, progetto che messi in atto due settimane dopo la laurea.  Trovai presto lavoro come critico cinematografico per il festival del cinema di Pesaro, diretto da Lino Micciché, con Adriano Aprà e Enzo Ungari, fondatori della rivista Cinema e Film, ispirata dal francese Cahiers du cinéma fondato dal critico André Bazin.  Fui introdotta nel mondo del cinema sperimentale, diventai amica di giovani registi come Peter Del Monte e Michele Mancini, ma mi resi presto conto che girare un film richiedeva finanziamenti e il lavoro di molte persone, mentre io ero impaziente di creare le mie immagini. Così presi in mano una macchina fotografica, la Nikkormat, e mi misi a viaggiare alla moda hippie verso Atene, Istanbul, poi Amsterdam.  Quel servizio fotografico, in bianco e nero, fu pubblicato dalla rivista Ciao 2001.

By then I had already decided to move to Rome to attend the Centro Sperimentale di Cinematografia, a plan that I executed two weeks after graduation.  I soon found a job as film critic at the Pesaro Film Festival, directed by Lino Micciché, with Adriano Aprà and Enzo Ungari, founders of the magazine Cinema e Film, inspired by the French Cahiers du cinéma founded by André Bazin. I was introduced to the world of experimental cinema, became friends with young directors like Peter Del Monte and Michele Mancini, but I soon realized that to shoot a movie required financing and the work of many people, while was impatient to create my own images.  So I picked up a still camera, a Nikkormat, and started traveling in hippie fashion to Athens, Istanbul, then Amsterdam. That photo essay, in Black & White, was published by the magazine Ciao 2001.

Stuart Birnbaum. Roma 1971

Stuart Birnbaum. Roma 1971

Avevo conosciuto un giovane americano, Stuart Birnbaum, che, appena laureato dalla scuola di cinema USC (University of Southern California) di Los Angeles, era venuto in Italia per studiare Federico Fellini, che nel 1971 stava girando il film Roma.  Mi aveva invitato a raggiungerlo a Israele, dove lavorava come assistente alla regia per un film inglese, Big Truck and Poor Clare con Peter Ustinov, promettendomi che avrei potuto essere assunta anch’io, diventai infatti “script-girl”; unico lavoro consentito a quei tempi alle donne su un set.
Stuart mi chiese poi di andarlo a trovare New York, un’offerta che non potevo rifiutare, dato che l’America era un sogno per noi italiani sessantottini, nonostante la nostra opposizione alla guerra del Vietnam, perché ci sembrava un paese da dove originava anche la protesta del movimento studentesco e del femminismo.  Per me importante perché ero impegnata politicamente a Modena fin dai 18 anni nel gruppo culturale di sinistra Il Portico e a Roma ero socia fondatrice di Rivolta Femminile.  Credevo sarebbe stato facile per me inserirmi in America, perchè avevo studiato l’inglese; prima al ginnasio, dove il simpatico professore Romolo Cappi ci aveva consigliato di continuare a imparare lingue straniere durante gli anni del liceo, dove avremmo studiato solo Greco e Latino.  Avevo quindi fatto corsi serali di tedesco e francese, poi frequentato un corso intensivo di inglese per ottenere il certificato CPE (Cambridge Proficiency English), che mi avrebbe consentito di insegnare l’inglese nei licei italiani.  Purtroppo mi resi presto conto che parlare e poi scrivere fluentemente una lingua richiede molti anni di pratica sul posto, una immersione totale, per imparare le espressioni idiomatiche e la pronuncia corretta.  Mi ci vollero 4 anni, ma nel 1976 fu accettato il mio articolo, che accompagnava un mio studio fotografico sugli abitanti di Montepagano negli Abruzzi, dalla rivista di viaggi Westways.

I had met a young American, Stuart Birnbaum, who, right after graduating from USC (University of Souther California) Film School in Los Angeles, had come to Italy to study Federico Fellini, then shooting the film Roma. He invited me to join him in Israel, where he worked as assistant director on the British film  Big truck and Poor Clare with Peter Ustinov, promising me that I could be hired as well; in fact I became script-girl, the only job allowed to women on a movie set in those days.  Stuart then asked me to visit him in New York, an offer I couldn’t refuse, considering that America was a dream for us Italian who had come of age in 1968, despite our opposition to the Vietnam War, because it was also the country where the student movement and feminism originated.  That was important to me because I had been politically involved in Modena in the leftist cultural group Il Portico, and in Rome I was a founding member of Rivolta Femminile.  I thought it would be easy for me to work in the States because I had studied English in middle school, where our wonderful teacher Romolo Cappi had suggested we continue learning foreign languages during the years of our classical high school, when we would only study ancient Greek and Latin. So I had taken night classes in German and French, then attended an intensive English class to obtain the CPE (Cambridge Proficiency English) certificate, that would allow me to teach English in Italian high schools.  Unfortunately I soon realizes that to speak then write English fluently required many years of practice and total immersion, in order to learn the proper idioms and the correct pronunciation.  It took me four years, but in 1976 my first article in English, that accompanied my photo essay on the People of Montepagano, Abruzzi, was accepted for publication the the travel magazine Westways.

Montepagano, Abruzzi. 1976

Montepagano, Abruzzi. 1976

Morale per i giovani 
Scoprite un campo che veramente vi appassiona, così avrete molte più gioia e soddisfazioni nella carriera.
Fatevi una cultura generale di letteratura, arte e musica, storia e filosofia, politica e scienza, per capire come funziona il mondo.
Imparate molto bene le lingue, se volete l’opportunità di trovare lavoro all’estero.
Non abbiate paura di lasciare la vostra città natale e persino l’Italia.  Proverete nostalgia, ma vi si allargheranno gli orizzonti mentali e farete tante esperienze di vita.

Advice for young people
Discover a field that you are truly passionate about, that way you will have more joys and satisfactions in your career.
Acquire a general knowledge of literature, the arts, music, history and philosophy, to better understand how the world works.
Learn foreign languages really well, if you want the chance to find work abroad.
Don’t be afraid to leave your hometown or even Italy.  You will feel nostalgic,  but your mental horizons will widen and you will gain much life experience.

Continue reading Chapter 2.

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